I grandi pregi estetici e di carattere delle tre razze a pelo corto
Hanno la bellezza suggestiva ed il fascino della campagna. Creati per un lavoro duro si adattano meravigliosamente alla vita di città. Compagni ideali e guardiani incorruttibili
Sono tre le razze svizzere a pelo corto incluse nel quartetto dei Bovari, del quale fa parte anche il Bovaro del Bernese, l’unico a pelo lungo. All’origine erano cani da guardia e conduzione di bestiame nelle fattorie, cani da pastore, guardiani fidati e senza paura. Oggi sono ancora degli ottimi cani da guardia in casa e nella fattoria, oltre ad essere cani di utilità polivalente e soprattutto, ora, cani da famiglia molto apprezzati. Tuttora, alcuni di questi Bovari sono impiegati nelle tradizionali attività agricole nelle fattorie svizzere, in montagna oppure nei maneggi dove continuano ad essere validi collaboratori accanto all’uomo, ma per la maggior parte sono cani di famiglia, molto versatili, leali ed affidabili. Hanno bisogno di vivere a stretto contatto con l’uomo, amano sentirsi utili e cercano in tutti i modi di far piacere ai loro proprietari, ma non sono cani da salotto, non sono raffinati né “costruiti”, ma piuttosto rustici, schietti e genuini. Per quanto si sappiano adattare egregiamente alla vita agiata nelle nostre case, non dimenticheranno mai il loro passato da cani di utilità e li renderemo felici proponendo loro attività che li tengano impegnati fisicamente e mentalmente. Potranno dedicarsi a tutte le discipline, ad esempio obedience, brevetti di lavoro, pista ed a tutte le attività socialmente utili: cani da salvataggio, valanga, macerie, senza dimenticare la pet-therapy e la guida dei ciechi. Per quanto riguarda le doti ed il carattere, i Bovari dell’Appenzell e dell’Entlebuch sono intelligenti e vivaci, allegri e dotati di molto temperamento; equilibrati e sicuri di sé, sono fedeli ed affezionati alla loro famiglia, mentre sono leggermente diffidenti con chi non conoscono. Curiosi, intraprendenti ed energici imparano facilmente a svolgere le più svariate attività in sintonia con le persone familiari. Contrariamente ai Bovari di taglia grande, l’abbaio squillante è tipico nel loro lavoro e talvolta trasferiscono in famiglia questa caratteristica. Sono due razze adatte ad inserirsi in famiglie dinamiche, in grado di offrire loro molte occasioni di movimento e sport. Attenti e veloci, si impegnano con bravura nelle attività come Agility e Mobility, oltre a tutti gli altri sport tradizionali. Meno agile e veloce è il Grande Bovaro Svizzero, il più grande ed imponente dei quattro Bovari Svizzeri. Cane di utilità polivalente come gli altri Bovari, fra le sue mansioni vi era la conduzione e la guardia del bestiame, ma data la mole e la forza era considerato il più adatto alla guardia nelle fattorie ed al traino dei carretti con i quali trasportava piccoli carichi. Anche lui, come il Bernese, è dotato di un temperamento medio. È un cane attivo che esprime sicurezza, calma ed equilibrio, è meno esuberante dei Bovari di taglia inferiore e dunque adatto ad essere inserito in un contesto più tranquillo. Socievole ed affettuoso, stabilisce con il suo branco-famiglia un rapporto speciale. Ama le famiglie numerose ed i bambini, le case dove c’è sempre qualcuno che passa e qualcuno da accogliere con molte feste. Il suo maggior difetto è la testardaggine, che il proprietario dovrebbe evitare di contrastare con la forza, ma piuttosto affrontare aggirando l’ostacolo e proponendo alternative che aiutino a sbloccare la situazione. Tratto comune a tutti i Bovari Svizzeri è il loro animo sensibile ed è forse per questo che captano al volo gli stati d’animo dei loro proprietari. Se vivono un rapporto di rispetto e di fiducia, con un ordine gerarchico chiaro e coerente, sono sereni e ben disposti ad accettare le regole di una buona convivenza con gli umani e con gli altri animali. Dal punto di vista dell’aspetto, li accomuna l’armonia nel contrasto dei colori: bianco, nero, focato. Sembrano dipinti dalla mano di un artista ed è proprio questa perfetta distribuzione del disegno simmetrico che li rende immediatamente riconoscibili e subito familiari. Sono elementi caratteristici e distintivi: le piccole focature sopra gli occhi alle quali i Bovari Svizzeri devono il soprannome “quattrocchi”, la mascherina che illumina il muso, la pettorina bianchissima che ricorda l’eleganza del frac e poi i piedi candidi, come pure la punta della coda. Le focature sono di un marrone rossiccio acceso e dividono il disegno bianco dal brillante nero di fondo; il mantello tricolore è d’obbligo per tutti, poiché la mancanza di uno dei tre colori è considerata difetto da esclusione. Un tempo vi era maggiore severità nella distribuzione dei colori ed i cuccioli che non corrispondevano allo Standard venivano eliminati. Oggi non è più così ed anche nei giudizi di esposizione vi è, rispetto al passato, maggiore tolleranza per una distribuzione imperfetta, per il leggero eccesso o per l’asimmetria del bianco, dato che la base di allevamento di queste tre razze non è abbastanza ampia perché ci si possa permettere di perdere alcuni soggetti, per altri versi validi ed interessanti per l’allevamento. Il Bovaro dell’Appenzell ed il Bovaro dell’Entlebuch hanno il mantello corto, che nei rispettivi Standard di razza viene definito in tedesco “Stockhaar” come quello del Rottweiler e che si presenta al tatto come pelo duro e robusto, con pelo di copertura nero-brillante, corto e fitto; con sottopelo denso che può essere nero, grigio scuro o marrone per il Bovaro dell’Appenzell, grigio scuro o marrone per il Bovaro dell’Entlebuch. Per il Grande Bovaro Svizzero lo Standard richiede il pelo di copertura duro, compatto e di media lunghezza, con sottopelo dal grigio scuro al nero. Un mantello sicuramente “da lavoro” resistente alle intemperie ed in grado di isolare adeguatamente l’animale dalla pioggia, dal freddo e dal caldo, ideale per questi cani di fattoria versatili sui quali i contadini svizzeri hanno sempre contato per svolgere le mansioni più disparate. La cura del mantello non richiede particolare impegno, è sufficiente passare un guanto speciale di gomma per massaggiare la cute e staccare il pelo morto. Tutti hanno proporzioni armoniche, un tronco ampio e massiccio, petto ben sviluppato, ossatura possente, arti robusti, diritti e paralleli, teste robuste dal cranio abbastanza largo e forte; le orecchie sono attaccate alte e pendule, a riposo aderenti alle guance, in attenzione portate in avanti con il margine anteriore inferiore che sfiora la testa. Nei primi anni del secolo scorso i Bovari Svizzeri si distinguevano soltanto per la taglia, gli Appenzeller e gli Entlebucher erano definiti “piccoli” per contrapporli ai “grandi”, Bernesi e Grandi Bovari. In un primo tempo non vi era differenziazione di razza fra i due piccoli, entrambi di taglia media, robusti, versatili e molto vivaci, ma con la prima stesura dello Standard del Bovaro dell’Appenzell nel 1914 furono definiti meglio gli elementi di tipicità che li distinguevano: principalmente la testa di forma triangolare per l’Appenzeller con orecchie piccole e triangolari, più arrotondata quella dell’Entlebucher con orecchie più grandi ed arrotondate e con occhi rotondi, diversamente dagli altri Bovari Svizzeri che devono avere gli occhi decisamente a mandorla. Il Bovaro dell’Appenzell è l’unico ad avere la coda attaccata alta ed arrotolata a forma di corno da caccia, gli altri hanno la coda attaccata in proseguimento della groppa arrotondata e portata bassa. Il classico tricolore nero-bianco-focato presenta solo per l’Appenzeller la variante avana-bianco-focato. In questo caso il tartufo sarà marrone, le focature saranno più chiare rispetto alla variante nero-bianco-focato ed altrettanto lo saranno il colore degli occhi e delle mucose in generale. Anche i due più “grandi”, come era accaduto anche ai “piccoli”, furono inizialmente allevati senza distinzione, ma dal 1908 furono registrati nel libro origini svizzero (SHSB) come due razze distinte, Bovaro del Bernese e Grande Bovaro Svizzero. La principale diversità fu fin dall’inizio la lunghezza e la tessitura del pelo, poi via via si definirono le differenze di taglia, ossatura e forma della testa fino a sviluppare il tipo attuale. Dal punto di vista delle proporzioni, l’Appenzeller ed il Grande Bovaro sono costruiti nel rettangolo 9:10, mentre nell’Entlebucher il tronco è leggermente più lungo e le proporzioni del rettangolo sono 8:10. Il Grande Bovaro Svizzero, come del resto anche il Bernese, ha una testa più imponente con stop più marcato, mentre nelle razze più piccole la depressione cranio-facciale non deve essere altrettanto accentuata. Sia nell’aspetto che nel carattere, i Bovari Svizzeri a pelo corto sono più “essenziali” e rustici del cugino Bernese. È forse per questo motivo che le tre razze a pelo corto sono meno diffuse sia nel paese d’origine che all’estero. Questa tendenza è confermata anche in Italia, dove la presenza preponderante è costituita dal Bovaro del Bernese, seguita dai pochi soggetti allevati nel nostro paese per quanto riguarda i Bovari dell’Appenzell ed il Grande Bovaro Svizzero, mentre è quasi assente il Bovaro dell’Entlebuch.
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Silvana Vogel Tedeschi