SPAZIO ALLEVATORI  |  PRIVACY POLICY | INFORMATIVA | FAQ | LINK | CONTATTI | MAPPA | ENGLISH
ENCI: Ente Nazionale Cinofilia Italiana

Storia e attualità di una razza antichissima e poco nota

I guardiani dell’Impero

I mastini spagnoli hanno sempre consolidato nei secoli le loro doti di fedeltà ed equilibrio. Noti ad Aristotele, descritti da Marco Polo, aiutarono gli Spagnoli nella conquista del nuovo mondo

-INC GENNAIO 2010- Il mastino spagnolo -INC GENNAIO 2010- Il mastino spagnolo

Storia e attualità del Mastino spagnolo, un colosso della cinofilia che ha rischiato la scomparsa ed ora sta riconquistando gli spazi che gli competono. Li merita tutti perché è un cane affidabile, affettuoso con quanti si prendono cura di lui e costituisce anche la testimonianza di un “lavoro” durato secoli e secoli e frutto dell’intelligenza dei selezionatori. Logico inoltre che per comprenderlo bisogna rifarsi alla sua storia che ha, in alcuni suoi aspetti, del meraviglioso ed in altri dell’incredibile. Il Mastino Spagnolo ha come antenato comune a molti molossoidi il Mastino del Tibet, cane di grandi dimensioni già descritto da Aristotele e la constatazione è importante per sottolineare quanto la razza sia antica. Marco Polo nel suo diario di viaggio “Il Milione” narra di aver avuto l’opportunità di vedere alcuni di questi esemplari alla corte del Gran Kan. Egli stesso li descrive, forse in modo fiabesco, “grossi quanto un asino”. Nel corso dei secoli seguendo innumerevoli migrazioni il Mastino del Tibet si mosse verso ovest, dove attraverso incroci, diede origine a molte sub razze (mi sia perdonato il termine). Celti e Fenici l’introdussero in Spagna, anche i Romani lo portarono nella capitale come trofeo di guerra. Da questi spostamenti presero origine, anche con contaminazioni locali, molti dei molossi oggi esistenti e tra loro và incluso anche il Mastino Spagnolo. Quando la Spagna, con i suoi Conquistadores, arrivò nelle Americhe, si servì di mastini come arma da guerra, e i mastini impegnati nei combattimenti ricevevano da parte del Governo un regolare stipendio da archibugiere, che veniva interamente versato al proprietario. Fernández di Oviedo e López di Gomara ci riferiscono che i conquistatori spagnoli per attraversare le selve vergini e inesplorate, nonché per vigilare sugli accampamenti, si servirono dell’ausilio dei Mastini. Diego di Salazar portò alle Indie un mastino chiamato Becerrillo. Questo ebbe un figlio chiamato Leoncillo che appartenne a Nuñez di Balboa e fu il primo cane europeo che poté contemplare l’oceano Pacifico. Riferimenti storici Il mastino spagnolo è un cane rustico, robusto, di gran simmetria, potente e voluminoso,che denota nel camminare forza ed agilità. Normalmente di natura è mite,cerca istintivamente la compagnia e le carezze del suo padrone, convive con i propri simili senza troppe difficoltà. Tuttavia …nascosto sotto le ceneri, conserva un carattere fiero e battagliero, sempre pronto a rivelarsi non appena viene molestato o percepisce una minaccia per il suo padrone, per il suo territorio e tutto ciò che esso racchiude. Questa caratteristica è notoriamente evidenziata con il calare della sera. Ed è proprio dall’imbrunire che il nostro colosso ispanico, utilizzando un termine moderno, timbra il suo cartellino ed inizia il turno di lavoro. L’utilizzo più generale del mastino spagnolo è stato come guardiano incorruttibile del gregge. Grande fu la considerazione nei suoi confronti da parte dei governanti, i quali con un ordinanza gli assegnarono la stessa porzione dei pasti prevista per il suo pastore. A lui vennero assegnate le preziose pecore Merena durante le pericolose transumanze tra i monti Cantabro-Astures fino all’Extremadura. Nel 1270, ad esempio, il Consiglio della Mesta obbliga l’uso di mastini per effettuare le transumanze su questa tratta. La Castiglia conobbe un momento di grande ricchezza basata proprio sul commercio della preziosa lana, ma questa prosperità di certo non si sarebbe avuta senza l’aiuto dei mastini, ausiliari preziosissimi nel difendere il gregge dagli assalti di famelici lupi e grossi orsi, che in quell’epoca invadevano la zona. Nell’antichità grandi signori al fine di confermare la propria superiorità erano soliti farsi accompagnare da grossi mastini, come dimostrano i rilievi di Nabucodonosor, i quadri di Velázquez nel Museo Il Prado, e la Campana de Huesca di Casado del Alisal (Museo di Arte Moderna). Storia recente Mano a mano che il numero dei lupi si andava assottigliando il ruolo del mastino spagnolo diveniva sempre meno necessario, per questo vi fu un netto calo di nascite tale da rasentare l’estinzione, ecco quindi che dopo anni di lustro il nostro amato molosso cade nel dimenticatoio, la sua presenza veniva relegata esclusivamente in piccole aree rurali. Maria Luisa G. Sánchez-Arjona, accortasi del grave pericolo di estinzione che la razza correva, avvalendosi di un discreto numero di allevatori ed appassionati, diede il via ad una lenta ricostruzione della razza; e fu lei stessa nel 1980 a fondare la A.E.P.M.E. (Associazione Spagnola a tutela della razza). In Italia, invece, dal 1988 la razza è tutelata dal Club Italiano del Molosso. L’A.E.P.M.E. comincia a selezionare la razza cercando buone linee di sangue nei vecchi esemplari di cani delle montagne, mentre con l’apporto di incroci si è cercato di innalzare sensibilmente la qualità della razza. Nell’Esposizione Mondiale di Dortmund (Germania) nel 1980, vennero esposti, per la prima volta oltre i propri confini nazionali, esemplari di mastini spagnoli, razza che ebbe subito un grande impatto sulla cinofilia internazionale. I giapponesi offrirono notevoli somme pur di accaparrarsi esemplari vincenti, ma gli Spagnoli, ricordando le innumerevoli difficoltà affrontate per la ricostruzione di una loro razza, rifiutarono. I nuovi Campioni del Mondo ritornarono così in patria. Riviste di tutta Europa iniziarono ad interessarsi attivamente al molosso spagnolo, finalmente venne riconosciuto il lavoro di tanti appassionati allevatori, che fino a quel momento avevano gelosamente custodito una tale bellezza cinofila senza, però, aver mai avuto la possibilità di poterla esibire in esposizioni oltre i confini tracciati dai Pirenei. E fu così che qualificati allevatori di molossi da tutta Europa cominciarono a chiedere alla Spagna esemplari di qualità per poter iniziare ad allevarli anche oltre i confini spagnoli. Inizialmente le richieste superavano di gran lunga la disponibilità, poiché gli esemplari di maggiore qualità dovevano rimanere in Spagna affinché i nuovi allevatori continuassero ad usufruire di riproduttori sempre ottimi. Sono state altresì realizzate prove di carattere ed addestramento, ottenendo sorprendenti risultati. Ancora oggi mastini addestrati proteggono polveriere, fabbriche, capannoni industriali e proprietà. Attualmente, inoltre, personalità ed esponenti della politica, dell’arte e della nobiltà si sentono al sicuro solo se accompagnati da mastini. Un giorno un carissimo amico di Madrid mi disse: “La storia di questa razza fa parte della storia della Spagna, la storia del nostro Mastino Spagnolo e la sua conservazione rappresentano il riscatto di uno dei più importanti monumenti del nostro patrimonio cino–culturale”.

La razza in Italia è tutelata dal
CLUB ITALIANO DEL MOLOSSO
C/O PARMICIANO VIA R.SELLARO PICCOLO 10
80048 SANT’ANASTASIA
Tel. 081-5316851

Pasquale Rusciano

 
[Privacy]  [Copyright]  [Tariffe pubblicitarie 2010]  [Contatta l'ENCI]

ENCI -Ente Nazionale della Cinofilia Italiana- V.le Corsica 20, 20137 MILANO - P.IVA 00809980154